“Lo stato gliela
concesse”. Amato svenduto alla mafia in nome della trattativa?
di Matteo Zola
Secondo Amato dunque “arrivata la lettera il Presidente della Repubblica convocò il capo dei cappellani carcerari monsignor Curioni, e comunicò che il mio tempo al Dap doveva essere finito e quindi invitava monsignor Curioni a collaborare con il ministro della giustizia Conso nella ricerca del mio sostituto. Io avevo lasciato 1300 detenuti di mafia sotto 41 bis e in pochissimo tempo sono diventati poco più di 400″.
Ma l’allora presidente della Repubblica non fu il solo a ricevere la lettera di cui parla Amato. “L’hanno ricevuta anche le autorità interessate in qualche modo dalle stragi che poi hanno fatto seguito nell’estate del 1993. C’e stato l’attentato alla chiesa di San Giorgio al Velabro e San Giovanni a Roma e la lettera è stata inviata al Papa, c’e stato l’attentato a Firenze in via dei Georgofili e la lettera è stata inviata al cardinale di Firenze. Sono coincidenze molto strane” conclude l’ex capo del Dap.
Fonte Narcomafie.it 22 Giugno 2012

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